giovedì 21 novembre 2013

Ciao, mi chiamo Ludovica


Mi chiamo Ludovica(mi piace il mio nome-brava mamma), e, a proposito di mamme, la mia è francese. Credo sia da lì che ho ereditato l'amore per la Francia, lo stesso che probabilmente ha in parte anche plasmato il mio gusto estetico verso tutto ciò che è romantico e tenue, ma al tempo stesso di carattere e spessore. No, questa definizione non mi piace, non va bene. Ma le parole mi mancano, allora dirò "verso tutto ciò che è ...così francese"; forse il fatto è che semplicemente i luoghi si auto definiscono, e qualsiasi tentativo di sintesi e descrizione sarebbe riduttivo. Un amore strano, a distanza; in fondo conosco poco di questo paese, eppure gli voglio bene. Nella lista delle cose da fare, un posto speciale gli è riservato.
Amo la bellezza, e con essa l'arte, perché alla fine non sono forse entrambe..."l'universale nel particolare"? Credo che bello sia ciò che è adeguato. Le cose speciali infatti, tutte quelle che brillano di luce propria, hanno come qualità fondante l'adeguatezza. E la perfezione è forse questo, quando dici "è perfetto perché è proprio come deve essere". Di fatto la perfezione stessa un po' si contraddice. Sono ipersensibile e un po' lo detesto; mi emoziono, proprio come di fronte all'adeguatezza. Mi vengono i brividi, le palpitazioni, e spesso vado in iperventilazione: il mio corpo, stupidamente, reagisce a tutto quello che gli dicono le mie emozioni. Di sicuro non ascolta me. Questo è un problema, perché costituisce un continuo attentato al mio tentativo di stabilità. Se posso, evito ogni forma di squilibrio(sarà che al liceo Orazio mi ha fatta impallare con tutte quelle storie e teorie sull'aurea mediocritas), e, la cosa fantastica, è che il mio sforzo in tal senso è inversamente proporzionale alla mia riuscita. La cosa ancora più fantastica è che ho recentemente capito che è il mio essere incoerente a rendermi compiuta.
Ok, una cosa si sarà capita di me: divago. Troppo, lo so.
Cerco di farla un pochino più breve, se ci riesco. Scrivo da sempre, cose stupide e cose che, per me, sono importanti. Scrivo ovunque, con qualsiasi cosa io abbia a disposizione, per non perdere le idee; lo faccio da sempre, perché non solo é uno sfogo, ma è un modo per buttare fuori quello che ho dentro, visualizzarlo sulla carta, ordinarlo. Ora, semplicemente, sto provando a condividere tutto questo.

L.




1 commento:

  1. Ciao :)
    Le cose che scriviamo non sono mai stupide...:)
    Bel blog,kiss
    Paolo

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